Tra la Via Aurelia e il West

Inauguro una nuova rubrica: STREET OF THE WEEK!!
Questo blog, lo dico spesso, dovrebbe parlare di camminate, di escursioni, ma a volte divago un poco. Lo so sono una persona orribile.
Ma sto facendo un autodafé quindi abbiate pazienza!
Questa settimana voglio parlarvi della Via Aurelia, tanto per iniziare in pompa magna.
Non starò qui a pontificare sulla costruzione della via consolare più lunga e famosa, per quello c’è Wikipedia, ma vorrei parlare delle mie esperienze, del rapporto che ho con questa strada.

Tanto per cominciare ho una casa che si affaccia su questa via, una bella casa, costruita da mio nonno, e quindi, bene o male, è tutta la vita che ci passo sopra. L’ho percorsa a piedi, in bicicletta, motorino e auto,  l’ho percorsa di buon grado o controvoglia,  e anche adesso, mentre scrivo, la percorro con lo sguardo.
Se  poi sei ligure come me all’Aurelia vuoi bene; la vecchia via taglia tutta la regione e per anni, prima delle moderne autostrade, era praticamente l’unica via agibile. Mi sono sempre chiesto se gli ingegneri romani si fossero mai immaginati un successo simile e se quelli della Salerno-Reggio Calabria non rosichino da matti e non ne sia orrendamente invidiosi.
Su questa strada ci sono passate le legioni romane per andare a fare il mazzo ai galli, ai celti e anche quando si ritiravano passavano di qui.

Fa specie pensare che, sotto casa tua, possa essere passata un esercito, o che magari, dimenticata nel tempo, ci sia stata una qualche piccola battaglia.
E’ una strada tosta, l’Aurelia, una strada che , come le piramidi,  ma con maggiore utilità, sfida i secoli.
Malaspina, Doria, papi e imperatori sono passati di qui e a volte ne hanno pure lasciato testimonianza: infatti a pochi chilometri da casa mia esisteva una fonte a cui un papa, non riesco a ricordarmi né il nome né il numero,  aveva trovato ristoro. E io bevevo a quella fonte, nelle mie incursioni su due ruote.
Perché se Napoleone faceva marciare i suoi dragoni su quella strada io e il mio Vicino di Casa, montavamo feroci bmx e , a volte pure senza mani, andavamo nel paese vicino per conquistare il dominio di un videogioco sui ninja!
Una strada che ne ha visto di gloria, e di umanità, e che continua a vederla restando indifferente ma ferma di fronte a tutte queste cose.
E’ una strada lunga che puoi rincontrare sino a Roma, o , se sei un turista milanese, puoi percorrere a passo d’uomo per osservare la riviera ligure.
Li incontri, ancora, ogni tanto, li vedi persi per i tornati e le salite che cercano un autogrill dove farsi un Camogli, per sentirsi in vacanza, e gli stai dietro senza suonare il clacson o fare pressioni perché l’Aurelia è fatta così. E’ fatta per andare con calma, per prendersela comoda, per godersi il paesaggio, per chi non ha fretta.
E’ una strada da imperatori, come già detto, ma anche da tedeschi in bicicletta con il calzino sotto il sandalo, è democratica, si potrebbe dire, ma in fondo ogni strada lo è.
Qualche anno fa, a causa di un’inondazione, è stata chiusa, qui dalle mie parti, e per andare nel paese vicino, quello in cui si riusciva ad andarci in bici, senza mani, dovevi fare un giro assurdo e per coprire i pochi chilometri di distanza e metterci quasi un’ora! La situazione era tragica, lo ammetto, ma ora, mentre ne parlo, mi pare quasi che lo abbia fatto apposta, la strada, per ricordarci quanto è importante, seppure sia a sole due corsie.
Una strada tostissima, millenaria, che percorre mezza Italia da generazioni, una strada spesso abitata.
Non solo catrame e strisce bianche quindi, ma anche vita e racconti.

Ogni volta che la percorro , anche per andare al bar, mi pare che mi possa portare ovunque, e là , all’orizzonte, ti par di vedere persino il West!

 

1 commento su “Tra la Via Aurelia e il West”

  1. Fortissima 🙂 Pié..lasciatelo dire sei un grande, hai dato a questa strada un senso “Vitale” che mai prima avevo pensato, a volte non ci rendiamo conto dell’importanza delle cose, che ormai, si pensano banali, ma che pur banali non sono e mai le saranno, ancora una pacca sulla spalla.. dal tuo “vicino di casa”
    F.M.

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