Orient Express

A questo nomade qui piace molto andare in treno.
Trovo confortante il lento rollio dei vagoni e alcuni dei più bei pisolini li ho fatti sulla strada ferrata. Ho dozzine di ricordi da scompartimento: ho viaggiato per amore, per lavoro, per turismo.
Da ragazzino collezionavo i biglietti per tenere una precisa contabilità di quanti chilometri facevo all’anno. Ho ancora quella collezione da qualche parte.
Una volta i biglietti non avevano le avvertenze sul retro ed erano splendidi fogli bianchi su cui scrivere, disegnare, segnarsi i numeri di telefono. Poi sono arrivati gli idioti e hanno dovuto mettere indicazioni del tipo : non usate il biglietto per fare aeroplanini, vidimatelo che sennò non vale,  non usartelo per farne filtri durante il viaggio, almeno.

Come tutte le cose belle anche i viaggi in treno sono cambiati, per fortuna Trenitalia è lenta ad aggiornare tutta la linea, ma le cose stanno mutando in peggio.
Una volta c’erano gli espressi, i regionali veloci, i super rapidi, gli interregionali, e più il nome era ampolloso più andavano lenti. Per fate un esempio da Genova a La Spezia con un super rapido potevi metterci tre ore sane!
Ora ci sono gli intercity, normali o plus, le  frecce, rosse o bianche che siano, gli espressi notte,i Tav, e , credo, i pan oceanici, ma non ne sono sicuro.
Sono mezzi ultramoderni che vanno alla velocità del suono, che sfidano le leggi della fisica e della materia ma in cui, una persona deve stare scomoda, per forza.
Io sono sovrabbondante, tanto per essere generoso con me stesso, ma ho visto bambini stipati in sedili super anatomici che imploravano pietà a genitrici con la nausea, ho notato la disperazione sottile di quattro uomini, in altrettante sedute, mentre sporgevano dai posti assegnati come fiori morenti.
Ho sentito stridor di denti, e colpi allucinanti alle ginocchia, e la solita frase, che mette ormai i brividi anche ai lupi, “Scusi ma quello sarebbe il mio posto!”
Un inferno di vetro-metallo che ti fa rimpiangere quei bei sedili morbidi, magari troppo, e abbondanti dei regionali di una volta dove c’era, e par meraviglia e stupore,  un poggia testa universale, non regolabile, su cui generazioni di italiani e turisti hanno dormito come cani morti.
Una domanda mi assale: perché ci fanno stare tutti insieme? Vogliono che socializziamo? C’è un comizio del capotreno?  Non erano meglio quei bei gabbiotti da sei persone in cui uno si sentiva un avventuriero internazionale? A volte anche i gabbiotti erano fastidiosi , sia chiaro, ma alla fine bastava mettersi in corridoio su quelle panchette retrattili e si stava niente male.
O tempora, O mores! Dicevano i romani quando Giulio Cesare li costrinse a metter in rottamazione i vecchi carri e usare le più moderne e slanciate bighe.
Mi associo a questo grido antico e penso: vale la pena spendere tutti questi soldi per viaggiare scomodi? Dove sono andati i vecchi sedili di una volta, per Giunone?
Dalle stazioni, dai marciapiedi, lo sento, si alzerà un grido di rabbia quando, per cinquanta euro, potrai fare  il viaggio Milano-Roma in sole due ore, ma in piedi!

4 pensieri riguardo “Orient Express”

  1. ehiehiehi! Italo è comodissimo, e anche la prima classe del Freccia Rossa non è male. :3
    Anche se il viaggio più allucinante è stato su un FrecciaBianca, vagone per pezzenti. Gente che si incastrava le gambe sotto/tra/dentro i sedili davanti, il finestrino che, per qualche oscura ragione, è fatto per obbligarti a strani torcicollo o a non vedere assolutamente nulla.
    Claustrofobico, caro e lento (andavo a Trento.. Ho poi scoperto che se fossi partita dalla prov di Modena, ci avrei messo la metà, speso la metà, divertita il doppio)

    1. condivido, appena fatto un viaggio udine – verona, con la frecciabianca, e lentissima e caro! poi con una vecchia direttissima per vipiteno che era piu vecchietta di me, ma piu veloce del freccia!! 🙂

  2. “…io sono sovrabbondante, tanto per essere generoso con me stesso…” 😀
    Autoironia sinonimo di intelligenza 😉

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