Nani e Giganti

Sono tornato, per un week end, nella mia città natale; ovverosia la superba Genova. Prendo il treno per scendere, perché mi costa meno, perché mi piace andare sui vecchi regionali dai sedili comodi. Il percorso è sempre quello per arrivare in stazione : attraverso un ponte, costeggio una via piena di platani ed eccomi li nella sede locale delle ferrovie dello stato. Volevo scendere presto, arrivare per pranzo, ma il destino, a volte bizzarro , ha messo sulla mia strada una bigliettaia che, lasciato il posto di servizio si era appropriata della cassa automatica.  Personalmente ci metto trenta secondi a fare qualsiasi biglietto io abbia bisogno, evidentemente lei non era altrettanto brava anche perchè dopo ogni utilizzo lavava il vetro della macchinetta. Risultato? Ho perso il treno e ho dovuto aspettare un oretta in stazione.

Per fortuna è una sosta piacevole: ci sono edicole e bar, posti a sedere e, recentemente, anche la pubblicità che ti martella per un’ora  con gli stessi tre spot a ripetizione.  Sono organizzato, io, so come ovviare queste problematiche e attendo il treno con tranquillità.
Durante il viaggio, invece di dormire , mi infogno in una conversazione  telematica con un mio amico, e qui vengo salvato dalle gallerie.
Scendo a Genova Brignole, e la mia città, come fossi il figliol prodigo, mi accoglie con il maltempo. Sbuffo un poco e decido di coprire la distanza tra la stazione e la mia meta a piedi.  La strada, anche qui, non è poi così complicata: si tratta di una delle poche vie di Genova che può vantare più di una corsia , circondata da palazzoni del primo novecento, pieni di stucchi, cariatidi, e di vasi di basilico alle finestre. Mi colpisce, ogni volta, la dicotomia tra questi palazzi e i negozi sottostanti: giganti di gesso dal profilo ellenico osservano ristoranti indiani, che  a loro volta riflettono piccole imprese edili che vantano spider man tra i loro addetti, al cui fianco c’è  un’impagliatore di sedie che , per adesso, è al bar gestito dai cinesi. Non è sempre stato così, ma non è che sono qui a lamentarmi.
In fondo allo stradone c’è una piazza dominata da una chiesa di cui mi ha sempre colpito il nome: la Madonna del Rimedio. E’ la chiesa dove sono stato battezzato, vicinissima a  casa mia,  incassata tra i palazzi di una piazza che, anni fa, fu nota in tutta Italia e , forse , anche all’estero: Piazza Alimonda.
Immagino tutti ricordiate cosa successe  in questa piazza: per i più giovani e disattenti dirò solo che , durante una riunione dei grandi capi di governo, un ragazzo morì in quella piazza in seguito a dei tafferugli. Tanto per essere sbrigativo.
Ci passo spesso, quando sono a Genova, per piazza Alimonda, che per tanto tempo ha dovuto condividere il nome con quello del ragazzo morto. Ogni volta, un pensiero mi rimanda a quei giorni e quei momenti.
Lo dico spesso che non voglio parlare di politica, e lo ribadisco, ma non credo che sia politica ricordare un fatto di cronaca ancora del tutto non spiegato: credo si possa parlare di memoria. E la memoria come il camminare non è nè di destra nè di sinistra.
Ora , al centro della piazza, c’è  una palma, e un  piccolo pezzo verde proprio di fronte alla gradinata della chiesa.  In quello spazio verde, a pochi metri da dove Carlo Giuliani è morto ora c’è una lapide che ricorda il suo nome e che forse sancisce la pace con la piazza stessa.
Ogni volta che la vedo sorrido, orgoglioso di quella targa e dei miei cittadini che hanno risolto nel modo migliore una piccola faida.
Penso spesso che al mondo ci siano nani e giganti: i primi sono quelli che i problemi li creano e che poi li lasciano lì irrisolti , sperando che la gente se ne dimentichi, i secondi sono quelli che piantano pali, cartelli, targhe commemorative  e portano avanti la nostra memoria.

 

7 pensieri riguardo “Nani e Giganti”

      1. Sai, dipende molto dallo stato d’animo in cui una persona si trova dal momento in cui legge una cosa…
        a me ha fatto quell’effetto.
        Grazie a te 🙂

  1. la prima parte è come una passeggiata da Brignole e il suo orologio e poi su quella piazza mi fermo con te, senza parlare di politica ma una di Genova il G8 lo ha vissuto…la paura e tante altre cose di cui non parliamo. Piazza Carlo Giuliani è il suo nome, è quello che Genova ha deciso per quel luogo. A me i nani non piacciono, mai piaciuti! Ciao…

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