Mr Tambourine

“Hei mr Tamburino canta una canzone per me!”
I
l caro vecchio Bob Dylan usava questa ardita  metafora perché negli anni sessanta mica potevi scrivere una canzone che dicesse :” Hei dammi una dose!”. Altri tempi. Se migliori o peggiori non posso dirlo.
Ho un mestiere che rende si e no, qualcosa in cui sono abbastanza bravo ma , ammetto, non quanto vorrei per cui porto curriculum in giro, scrivo molto nella speranza qualcuno mi pubblichi un giorno, navigo, vado in agenzie di collocamento e generalmente mi sbatto abbastanza. Negli ultimi giorni, vista la canicola, sono stato pigro a riguardo,  ma oggi, complice una sveglia messa forse troppo presto, ho pensato fosse una bella idea farmi due passi e riprendere la cara vecchia abitudine.

Non starò qui ad annoiarvi con le mie vicissitudini, non è questo l’argomento di cui voglio parlare.
Come saprete tutti fa un caldo d’inferno in questi giorni, si sfiorano vette da deserto del Sahara, e, se sei come me, il sudore è il tuo peggior nemico.
Cammini piano, ti vesti leggero, sfrutti l’ombra come fossi in ninja , ma alla fine l’ascella si pezza e ti trovi ad ansimare come un toro alla corrida.  E non c’è “effetto asciutto ” che tenga!
Io tutto questo lo so, e aggiungo una premura nell’affrontare il solleone. Spesso entro in un bar, in un negozio, locali con l’aria condizionata, e bevo acqua fresca, non fredda. I puristi vorrebbero il tè caldo ma io non sono uno di loro.
E oggi ne ho attraversati parecchi di bar nella speranza di non arrivare troppo malconcio nei posti dove volevo giungere.
Un tempo nei bar c’erano vecchi che giocavano a scopone scientifico, ubriaconi da fernet, ora, ci sono quasi sempre schermi da cinema.
Potrebbe anche essere una bella idea se trasmettessero film famosi, o , per i più seri, notizie. Ma no, sono sintonizzati, per lo più su un qualche canale musicale.
L’acqua quando si ha sete è a cosa migliore, dice il detto, ma ci sono cantanti che , per un vecchio balordo come me, te la fanno andare di traverso. Signorine con voci identiche e pochi vestiti addosso che cantano le stesse tre note, e , che quando vogliono darsi un tono, stuprano canzoni bellissime. Cantautori italiani che ti fanno venire voglia di accendere un lume alla Madonna chiedendo di farti detonare i timpani. Gruppetti di efebi che canticchiano e ammiccano  al pubblico ripetendo ossessivamente il ritornello della loro canzone. Suore, finti rocker, emo, qualche classico, ma sempre meno, compongono la colonna sonora di una mattinata calda ed afosa.
Forse sono io che non capisco. Forse ho il cervello bloccato in epoche che nemmeno ho vissuto, ma ho camminato tanto in vita mia  e ho ascoltato di tutto e , francamente, tornato a casa avevo voglia di fucilare la radio.
Poi però la sorpresa è arrivata: apro la playlist sul mio computer e la prima canzone è quella che fa da titolo all’articolo.

“Ben tornato a casa, Nomade!” pare dire Bob Dylan

4 pensieri riguardo “Mr Tambourine”

  1. E’ vero si ascoltano cose davvero orrende molte volte…..la qualità è scarsa attualmente…. e il caldo diminuisce la tolleranza 😉

  2. leggendoti mi sembra di guardarmi allo specchio della vita…ma forse siamo in tanti ,qui in Italia, ad avere una parte di dna simile…ho chiuso con gli schermi di vario formato….ora non soffro piu….

  3. bel post.mi ha dato da pensare su una cosa:la perdita del divertimento.anche un bar,una volta ritrovo tra amici a scambiare quattro chiacchiere,diventa un simbolo dei nostri tempi,dei nostri cambiamenti.si amalgama al qualunquismo generazionale attuale,privo di emozioni morte forse anche grazie alla rete.ti abbraccio,a presto,Luca.

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