Vicini e Lontani

Ieri non stavo proprio bene, insomma, non che fossi prossimo alle mie ultime ore, ma per una cosa o per l’altra me ne sono dovuto stare asserragliato in casa tutto il giorno.
Capirete che un nomade come me patisce parecchio a starsene chiuso senza la possibilità, anche solo per svagarsi un attimo, di farsi due passi in santa pace. E’ per questo che ho messo la sveglia presto questa mattina, nella speranza di stare meglio, e , notato un miglioramento, sono uscito per fare una passeggiata che adoro. Ho già parlato della fortezza  nei pressi della mia dimora, ma non mi stanco mai di percorrerla , soprattutto la mattina presto che è deserta.

Al ritorno mi sono concesso una buona colazione al bar nei pressi di casa mia, un giorno, vi assicuro, scriverò un articolo su quel posto e sull’arte di fare un cappuccino decente, ma non oggi.
Vi voglio raccontare dei miei vicini di casa che, ogni volta che mi vedono non perdono occasione di dirmi la loro opinione su qualcosa che, a loro giudizio, sbaglio.
Sono brave persone, premetto: lei è un’anziana sarta, gattara sino al midollo, che sbarca il lunario facendo le pulizie, lui è un ristoratore in pensione che , ogni giorno, cura, con amore infinito, l’orticello davanti a casa sua.  Non mi stanno antipatici, affatto, anzi , come ripeto sono due persone per bene.
Chi legge molto sa che a questo punto ci vuole un “ma”.
Stamattina , infatti, mi hanno bloccato sul portone del caseggiato in cui vivo e mi hanno riferito le condizioni della mia macchina, non che non le conosca, l’ho parcheggiata sotto casa qualche mese fa, e , eccetto per tenere il motore in funzione e la batteria carica non l’ho più usata.
E’ stata una scelta, come sapranno i miei lettori, ho deciso di andare  piedi il più possibile , di camminare quanto non avevo mai camminato prima. Ma è dura farla capire a loro che, vecchi e saggi, pensano che la macchina sia un bene di prima necessità pur essendo entrambi due ciclisti metropolitani. Neppure loro la usano tanto ma il fatto che non la usi io li turba come poche altre cose al mondo.
Si preoccupano, mi chiedono come mai vado sempre a piedi, e, un giorno, mi chiederanno anche della mia situazione economica. Oggi ad esempio mi hanno informato su sfasciacarrozze e rivenditori,  poco è mancato che tirassero fuori qualche inserzione che, a loro dire, era perfetta per me. Io ci provo a spiegare che a me piace andare a piedi, che , in fondo , la città in cui vivo è così piccola che basta solo partir per tempo e si arriva ovunque in meno di mezz’ora, che semplicemente l’auto non mi serve , almeno per il momento. Ma nulla, non la vogliono capire.
Essere nomadi è già duro di se, figuriamoci se, le tribù stanziali, si mettono a menartela!!

2 pensieri riguardo “Vicini e Lontani”

  1. Capsico molto bene la tua “situazione”. Io sono una veterana nell’ essere osservata e consigliata
    Ma alla loro età… bisogna accettarli così ( chissà, forse un giorno toccherà anche a noi)
    Buon giorno 🙂
    Mistral

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