Viaggi e Miraggi

Sarà una settimana intensa questa, me lo sento.
Ci sono un sacco di cose da fare e un sacco di questioni da risolvere. Ci sono i mondiali di calcio, la partita della nazionale, ci sono appuntamenti a cui non posso proprio mancare. Devo anche fare qualche lavatrice che i miei cassetti sono vuoti.
Ovviamente non è una sorpresa questa, sono pronto e ben disposto a fare tutto, ma stamane, quando è suonata la sveglia mi sono alzato di malavoglia. Continuavo a ripetermi che era troppo presto e che il letto sembrava comodissimo.
Mi sono alzato comunque, mi sono lavato e fatto il caffè, poi ho guardato di nuovo l’ora e ho pensato che, sveglio per sveglio, tanto valeva iniziare la giornata con qualcosa di piacevole.
Si possono anche fare battutacce a proposito ma quel che ho fatto è assai più prosaico. Ho messo scarpe comode ai piedi, pantaloncini da rugby e una polo  e sono uscito di casa con la scusa di una colazione in quel bar dove, la mattina, portano la focaccia da Genova.
Uscito di casa la mattina mi ha accolto con tutto il suo silenzio e la  sua freschezza e ho iniziato a camminare.
Era un pò che non passeggiavo senza meta, da vero nomade, e mi sono goduto una città ancora mezza addormentata come me. Le strade semi deserte,  gli altri pedoni stanchi, l’odore di caffè e brioche calde che si spande per l’aria.
E’ stato piacevole vedere a un orario insolito le vie che spesso percorro così come è stato bello vedere le nuvole che piano piano si aprivano lasciando uscire il sole.
Un viaggio da un’oretta, colazione compresa,  in solitaria, Anche i pensieri ho lasciato a casa questa mattina, insieme alle varie incombenze.
Posso dire con orgoglio che non è successo nulla di strano, che ho messo un piede avanti all’altro e sono giunto a destinazione, con calma. Come in un miraggio il bar mi è comparso davanti in tutta la sua bellezza, quasi mi aspettavo Omar Sharif   dietro il bancone. Sarebbe stato bellissimo ma sono quasi sicuro che il barista abbia origini beduine .
Anche lui è di Genova, come me, e si fa un’ora di macchina tutti i giorni , con un carico di preziosa focaccia, per aprire il suo bar qui, in terra longobarda.  O almeno è quello che si dice in giro.
Ho ordinato, l’accento l’ha sentito, non ha detto nulla. Forse sono solo leggende metropolitane.
Sazio e soddisfatto sono tornato a casa, a passo lento e misurato, sognando ad occhi aperti avventure e racconti che , naturalmente, adesso, ho completamente dimenticato.
Almeno , però, ho già fatto due macchinate della lavatrice!

1 commento su “Viaggi e Miraggi”

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