Gotti e Botti

E’ venerdì sera quando un mio amico, già citato tra i mie articoli, passa a prendermi davanti a casa. Nella sua utilitaria bianca c’è quella che , tra poco più di una settimana, sarebbe diventata sua moglie. Lui è un Cacciattore, lei è Sarda.
Percorriamo la strada che ci porta dal mio paesello alla nostra destinazione in poco tempo, scambiandoci battute, ascoltando musica e facendo, mediamente, gli imbecilli. Ma così, in amicizia , senza professionismo alcuno. Parcheggiamo e facciamo una rampa a piedi, circa ottocento metri di sana e buona salita e ci prepariamo a un evento fisso del panorama estivo locale: la festa di paese.

Da queste parti le feste sono cose serissime, basti pensare che hanno portato squadre di calcio in promozione a suon di birre annacquate.
Il paese ospitante si chiama Follo Alto, per distinguerlo da quello che giace, dabbasso, in pianura. E’ un borgo vecchio ma non antico, rustico ma non triviale, di campagna eppur pieno di vita. Non hanno organizzato una semplice festa, hanno organizzato una manifestazione. Ci sono figuranti in costumi primo novecento per tutto il paese e si possono vedere carabinieri con la mantellina, donne che cardano la lana, giovani travestiti da vecchi che giocano a carte. Nel frattempo mangi pure in un itinerario enogastronomico mica da ridere. Mangi mentre cammini, in salita, che fa meglio.
Incontriamo un altro nostro amico, con sua moglie, che fanno da figuranti e ci fermiamo un poco con loro: onestamente non sembrano affatto adatti al loro ruolo, lei troppo bella, lui troppo allegro, ma non glielo dico  perché, in fondo, non è affatto importante.
Facciamo altre soste, per poi arrivare al sagrato della chiesa dove c’è la banda e la gente che balla. Le coppie sono le solite : i professionisti quelli che muovono i piedi  e le mani in modo perfetto e non si guardano mai in volto, i facinorosi, ovvero quelli che ci provano, in due mosse coprono la pista per intero, urtano gli altri e ridono forte. Infine c’è il vecchio con la biondona , sex symbol del paese, che balla neanche fosse Fred Astaire. La band, onestamente, non è un granché, ma  ce la  mettono tutta e  a suon di errori riescono a imboccare qualche canzone adatta. Io mi defilo un istante e vedo che il Cacciatore e la Sarda iniziano a ballare , lentamente, ma con un bell’affiatamento, si sorridono e mi vien da pensare che stanno davvero bene insieme. Mi prendo qualcosa da mangiare e bevo un altro gotto di vino, lo dedico a loro e al loro amore.

Non si può essere invidiosi della felicità di un amico, si può solo brindare ad essa.

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