Like a rolling stone

Ventiquattro aprile, un bel sole, il cielo limpido sopra di te che, naturalmente, stai male.
Hai un poco di tosse, ti duole la testa. Tuo cognato ti ha già contattato dicendoti che sabato sarai operativo per una passeggiata sui monti.  Tu speri di stare meglio, di essere in forma perché ci tieni
Vai al bar, quello più vicino, sei stanco e di camminare oggi non te la senti proprio, o meglio, non hai le forze per farlo.
Il barista ti guarda e fa subito una diagnosi :” Allergia!” dice con il cipiglio di un Ippocrate moderno. Tu non ci avevi manco pensato e ti riprometti di prendere immediatamente una pasticchetta apposita appena rientri a  casa.

Il pensiero di non esser veramente malato ma di avere solo una qualche forma di  allergia ti mette di buonumore e decidi di sfidare la sorte e la fortuna facendo due passi.
Sei indebolito, mica morto.
Opti per un giro che fai quando non sai proprio dove andare, vicino a casa, ma comunque una bella passeggiatina da tre quarti d’ora dentro una fortezza di qualche secolo fa.
Il sole brilla, il cielo è terso metti l’auricolare del cellulare e senti un poco di musica. Bob Dylan sembra proprio li ad aspettarti con la sua voce che oggi non piacerebbe, con la sua chitarra e  le sue note. Sorridi, perché un poco una pietra che rotola ti senti anche te; infatti trascini i piedi e la pancia su uno sterrato da sentinella.  Vorresti stare meglio, vorresti che la testa ti dolesse di meno e che la gola non facesse così male. Ma vai avanti, rotolando appunto. Non è giornata da pensieri allegri,  e rifletti su  che giorno è e soprattutto a che giorno sarà domani.

Tra Pasqua e Pasquetta ti eri persino un poco scordato che si sta per festeggiare il venticinque aprile:  giorno della liberazione d’Italia. Questo blog, premetto, non parla di politica, e non lo farà mai. Qui si tenta di parlare di camminate, passeggiate, escursioni, non sempre ci si riesce ma quello è lo scopo.
Tu sei dentro una vecchia fortezza militare all’alba di una giornata importante per il tuo paese, dicevo, e ti sei appena reso conto di essertene dimenticato. Il primo pensiero è quello di dire “pazienza!” ma poi, complice il cattivo umore, te la prendi con te stesso e ti rimproveri.
Stai male, ma non così male da non poter camminare e pensi a chi ha camminato contro ogni pericolo e ogni avversità, pensi a quelle persone che la via dei monti non l’hanno presa per buttare giù la pancia ma per rovesciare un governo che non gli piaceva: a torto o ragione che fossero provi invidia nei loro confronti.

Invidia perché non ti capiterà mai, se sei fortunato, di dover fare una scelta come la loro, di dover sacrificare la propria vita, o parte di essa, per qualcosa che sai essere più importante.
Invidia perché loro allergie o tossi le avevano ma tiravano avanti, con un coraggio che tu non hai.
Invidia perché loro Bob Dylan mica era nato ma le canzoni si, e anche quelle sono rimaste, almeno alcune.
Invidia perché non ci sono più, non tutti , e non possono vedere lo spettacolo indecoroso che ti senti essere a causa di due colpi di tosse e un poco di mal di testa.

Rotoli giù dal sentiero sospirando affannosamente e ripensi che ci sono tantissimi buoni motivi per camminare tutti i giorni della nostra vita,  ma pochi come quelli che si festeggeranno domani.

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