Com’è profondo il mare

Rubo il titolo al grande Lucio Dalla, nella speranza di fare un articolo all’altezza della canzone.
Quando mi sono svegliato, alle sette,  il cielo era già limpido e Genova brillava di una bella luce calda mentre il vento, onnipresente, rinfrescava l’aria. Mi sono messo sul balcone di casa mia e mi sono goduto il momento di refrigerio e silenzio. Poi sono tornato a dormire per un altro paio d’ore.
Al secondo risveglio, dopo un caffè e un saccottino, ho provato a scrivere un articolo, volevo parlare di una piccola disavventura capitatami ieri, e del mio nuovo fantastico taglio di barba. Non ci sono riuscito, ho pensato che i miei lettori meritassero di più. O forse non mi venivano le parole adatte.

Verso le dieci e mezza mia madre si presenta con sei santini di altrettanti papi e mi ricorda la mia educazione cattolica intimandomi di andare a messa, pena la dannazione eterna! Colpito da siffatte minacce decido di accontentarla e di fare due passi verso la chiesa più vicina, quella di cui ho recentemente scritto l’esterno.
L’interno è barocco, con stucchi e dipinti grandi come una macchina, ci sono marmi, e una cupola che lascia entrare un sacco di luce naturale illuminando il giudizio universale che  affresca  la volta. E’ una bella chiesa, non molto antica, ma bella, con una strana pianta ottagonale.
Sono un cattolico all’italiana, non davvero praticante, non davvero miscredente. La fede fa parte della mia vita, e , se in periodi più turbolenti ho provato a farne a meno, ora, con la saggezza degli anni l’ho accettata come una parte di me e cerco, come posso, di tenere fede ai miei ideali.
Il prete fa una bella omelia, cita poesie, parla allegramente dei misteri di Cristo e c’è un coro che rende la funzione più leggera, e, in fondo piacevole.
Uscito da messa punto dritto verso corso Italia, che, per chi non lo sapesse, è la passeggiata a mare dei genovesi.  Oltre ad essere una delle poche strade in città con due corsie per senso di marcia, è affacciata sul mare e offre una visione bellissima di Genova. Ci sono piccoli chioschi di gelati e focaccia, un binomio assolutamente ligure,  gli stabilimenti , le persone che corrono e che camminano. Ogni volta che torno a casa ci passo, anche solo per vedere lui, il mare.

Come molti miei conterranei il mare me lo porto sempre appresso. Mi manca quando non lo vedo e mi ricarico  quando lo ho di fronte a me, tanto per fare un poco di retorica Il mare, che è profondo, che si muove anche di notte, come diceva quello, e non sta fermo mai e che, in fondo in fondo ha condizionato le mie scelte. Perché spesso ci portiamo dentro la stessa inquietudine , abbiamo gli stessi movimenti sussultori delle onde e ci lasciamo trasportare dal vento da queste parti.
Anche oggi ero lì e, come un turista, mi sono messo a fare foto con il cellulare.  Non lo faccio mai, sono un pessimo fotografo, e di certo non ho bisogno di ricordarmi come è fatto, ma mi è venuto spontaneo farne una, una soltanto, e ho lasciato che questo istinti avesse la meglio sulla ragione. Come un maroso che si infrange sugli scogli.
Non ci sono stato molto: avevo caldo, forse per il solleone, forse per un abbigliamento sbagliato. Ma soprattutto, ammetto , sono andato via perché mi è venuto un poco di senso di colpa.
Colpa perché io dal mare mi sono allontanato, perché abito distante da lui e dai miei affetti.
Ma, dopotutto, cos’è la vera amicizia se non il piacere di rivedersi, e trovarsi, ogni volta, meravigliosi, anche quando il tempo e i chilometri si mettono di mezzo?

9 pensieri riguardo “Com’è profondo il mare”

  1. Il mare chiama sempre; ovunque tu vada richiede il tuo ritorno. Ti lascia andare, ma ti riporta a se mettendo un’esca di nostalgia all’amo. Chi ha il mare dentro non può ignorare il suo richiamo, la gente nata al mare si porta la salsedine nel cuore e mareggiate d’inquietudine nell’anima.
    E’ molto che non rivedevo Corso Italia…quasi non la ricordavo,,,e non sei un pessimo fotografo come ti descrivi. Devo tornare anche io più spesso a Genova…è ad un passo da me, ma la scordo troppo spesso.

  2. anch’io sono nata in una località di mare.
    non posso negare il suo fascino, per me rappresenta quel padre calmo che non ho mai avuto, che solo a guardarlo ti rilassa l’anima.
    ho ascoltato lucio mentre leggevo, ci stava bene 🙂
    mi piacerebbe un giorno accompagnare mia madre in chiesa, come hai fatto tu, solo per farla felice.
    bei pensieri, grazie per averli condivisi. per oggi ho finito di intasarti il blog. 😀

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